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07-03-05
30-03-05
20-04-05
20-05-05


La Vopa Oggi


Io proprio non capisco,
alle volte ci si perde in un misero bicchiere daqqua.

oggi se ne sentono di tutti i colori...

insomma io vorrei soffermami su alcuni concetti, che il tempo, i bisogni, gli impegni, la routine, scancellano dalla nostra memoria, conferendo loro ingiusto disinteresse, portandoli su un piano abietto e lontano.

insomma parlo della VOPA.

La vopa è un ottimo pesce.
Cominciamo col dire che è un pesce azzurro, non troppo grasso, presente in tutti i mari italiani, fresco, agevole e utile alla bisogna.

Utile perchè una bella frittura di pesce, nella quale manchi la vopa nei contenuti è una frittura vacante nell'intimo.

Certo si può dire che la vopa puzza, ma è ingiusto!!!

Se uno se la fa pulire dal pesciaiolo, perchè magari non ha tempo, voglia o competenze per andare a pescarla, certo la vopa non puzza.
E comunque va cucinata subto, come del resto tutti i cazzo di pesci, perchè poi sennò è normale che puzza.

Insomma la vopa è un pescie che non può essere posto in secondo piano sia nella catena alimentare, che sulla nostra tavola.

Avvallare la sua vacanza nella nostra cucina mediterranea, che è varia ed ecquilibrata per definizione, significa rinunciare nostro malgrado a quei principi propri di una sana alimentazione che la nostra stessa cucina nazionale rappresenta.

Mi debbo per forza fermare qui, perchè siete in troppi ad avermi rotto i coglioni per via della lunghezza e logorrea dei miei messaggi
perciò non dirò tutto ciò che avrei voluto dire sulla vopa.

ma voi cazzo vedete di non dimenticarvela di nuovo...
eccheccazzo proprio!!!

...vabbè...

Visto l'estremo interesse manifestato nei confronti dell'argomento continuo nel mio dettato come segue:

La Vopa è un pescie povero, ciò significa che anche la pesca della vopa eredita tale caratteristica.
pescare la vopa è facile e non richiede cospiqui investimenti in attrezzature, tempi e tecnica.

La vopa per esempio a Bari la peschi dalla riva,
Meglio se vai a polignano, meni la lèènz a'mmare e ne auandi a'bbonarìdde non gè'mmàl...

(tipica espressione barese tendente ad esprimere un concetto di abbondanza)

in una mattinata se hai culo, ne pesci pure 2 o 3 kili e poi ti fai la frittura a'sfazzione..

Diverso è a Campomarino di Maruggio, perchè ci sono quei rompicoglioni dei cazzidirrè e dei pesci angelo, che si attaccano all'esca e non le consentono di abboccare...

Certo che è proprio una gran rottura di coglioni pensare che a Campomarino, finanche per un pesce di merda come alla vopa uno deve avere problemi... meh..
dicevo..

a Bari, o meglio, sull'adriatico la vopa la trovi al mercato e ne accatti aqquanta ne vuoi con un tozzo di pane....
certo la rottura di cazzo del mercato è che non te la puliscono, quindi sai che palle a squamarla e a togliergli le interiore...

Direi che o te la peschi tu a mare e te la pulidci o è meglio accattarsi uun chilo di salzizza e farsela arrosto...
in guesto caso è meglio se ti accatti la zambina però, è più buona.

Ma rimane il fatto che la cucina mediterranea deve la sua leggierezza proprio alla presenza del pescie di mare, quello di terra è oramai di esclusiva affezione e pertinenza di una certa classe politica (sto censurando cazzo), ma in questo contesto eviterei quindi...

Dicevo che la presenza della vopa nelle nostre cucine rappresenta giustamente una delle componenti fondamentali per la crescita ed il vigore della intera economia pugliese.

dal pescatore che la pesca, al mercante che la merca, al trasportatore che la traspa e alla fessa di mamata che la cucina,
tutti noi rientriamo abbondantemente nel ciclo economico regionale, rappresentando un fermo punto cardinale alla base della economia stessa.

Preferire una sana abbuffata di vopa ad una più pratica ed elitaria abbuffata di orate di allevamento non fa onore alle nostre tradizzioni,
in quanto il denaro giettato nell'acquisto rimpinguerà le tasche di laidi esportatori cinesi o malesiani che frodano il mercato comune europeo con esportazioni fasulle.

Alla base dello stesso tanto nominato decreto sulla competitività c'è l'attenzione all'evidenza di tali sopracitati fatti, per cui ogniuno di noi dovrebbe fare la propria parte e mangiare le vope.

Il nostro tessuto sociale si fonda sulla crescita del prodotto interno lordo, e noi in tempi di devolusciòn dobbiamo prendere parte attiva ai processi che sottendono ad economie di scala acquistando kili e kili di vope e brindando con dell'ottimo vino di cantina alla ripresa di un economia stagnate basantesi sulla itticoltura IGT.

Tanto dovevo al sacrificio della vopa e dei suoi avannotti

Cordiali saluti

Rocco Loturzo

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